Gli scosistemi per startup secondo il Global Startup Ecosystem Ranking del 2017

“La tecnologia sta generando ricchezza ed innovazione a livelli esponenziali, ma solo una manciata di posti nel mondo sta catturando la maggior parte della creazione di quel valore.”. Questo è l’incipit con cui si apre il Global Startup Ecosystem Ranking del 2017, documento contenente la classifica dei migliori ecosistemi globali in cui sviluppare startup, stilata come tutti gli anni a partire dal 2011 da Genome Startup, progetto che raccoglie e organizza i dati delle startup provenienti da molteplici nazioni.  La classifica, documento di 151 pagine, analizza prima le forze e le debolezze degli ecosistemi startup in generale, poi delle prime venti città al mondo in cui gli ecosistemi startup si sono meglio sviluppati, tanto da entrare nella classifica dell’anno corrente. Esamina infine gli ecosistemi continente per continente

Considerazioni introduttive

Nel proprio studio preliminare che correda la classifica, Genome ricorda che ovunque nel mondo regioni e persone stanno rimanendo indietro nell’importante processo di implementazione economica, soprattutto tecnologica. Nota altresì che le startup sono il mezzo con cui le regioni ed i loro cittadini possono puntare a ridurre il divario economico.

Il Global Startup Ecosystem Ranking del 2017 stimola lo sviluppo delle realtà meno all’avanguardia del mondo startup, con l’obiettivo di ispirare azioni immediate, mirate a sviluppare ecosistemi di avvio startup più forti, al fine di evitare situazioni di stallo tecnologico e stagnazione economica per le regioni che hanno investito meno nel settore. 

Domande strategiche

Il ranking può risultare utile anche alle parti attive del processo di nascita delle startup poiché risponde a domande strategiche, segnalando in particolare i migliori ecosistemi ai quali rivolgersi.

Queste domande possono venire sia da startuppers che da investitori, organizzazioni di supporto, consulenti: i primi potrebbero, ad esempio, chiedersi qual è il luogo più consono in cui formare un team, al fine di massimizzare le possibilità di crescita, o dove potrebbe essere strategico aprire la seconda sede; i secondi si possono interrogare su come ridurre le debolezze degli ecosistemi startup, e su quali carenze lavorare con azioni di sviluppo, per colmare il gap presente tra ecosistemi.

Classifica

La Genome ha valutato 55 ecosistemi di avvio in 28 paesi ed ha classificato i primi 20, valutando i dati di 28.000 start-up. Tra i primi 20 ecosistemi classificati, 9 si trovano nel Nord America, 6 in Europa, ed i restanti 5 in Asia. 

La Genome ha valutato 55 ecosistemi di avvio in 28 paesi ed ha classificato i primi 20, valutando i dati di 28.000 start-up. 

Tra i primi 20 ecosistemi classificati, 9 si trovano nel Nord America, 6 in Europa, ed i restanti 5 in Asia

La Cina ha fatto per la priva volta il suo ingresso in classifica, con Pechino al quarto posto, che ha fatto scalare Boston e Tel Aviv più in basso di una posizione, e Shangai all’ottavo. Pechino vanta la seconda più alta concentrazione di unicorni al mondo, con più di 40 startup valutate quasi un miliardo di dollari. Una così repentina crescita a livello startup è anche merito del governo cinese, che nel 2015 ha investito 231miliardi di dollari nelle startup nazionali. Il Vecchio Continente ha diverse capitali classificate: Londra al terzo posto, Berlino settima, Undicesima Parigi, poi Stoccolma ed Amsterdam.

Nonostante Londra detenga lo scettro indiscusso di regina delle startup europee, Stoccolma, classificatasi al quattordicesimo posto, è stata la città europea con la maggiore crescita verso l’alto nel ranking. La capitale svedese per un numero di startup miliardarie pro capite è seconda solo alla Silicon Valley, ed inoltre registra un altissimo numero di imprese ad alto contenuto tecnologico: 22.000 per poco meno di 900.000 abitanti. La città ha rivelato un’incredibile capacità di dare alla luce unicorni, malgrado le sue ridotte dimensioni.

E il Belpaese? l’Italia non figura nella lista nemmeno con la sua capitale economica, Milano. Tantomeno compare nella lista dei runners, ovvero dei Paesi che stanno colmando il gap con i classificati, andando a migliorare l’habitat imprenditoriale dove far crescere nuove startup. Una disfatta totale.


Ma quali parametri sono stati adottati da Genome per valutare la qualità degli ecosistemi startup globali?

Genome utilizza un complesso di oggettivi fattori esterni che ritiene influenzino l’avvio di una startup, in primis la Global Connectedness, cioè un alto livello di interconnessione tra l’ecosistema in esame ed i maggiori poli tecnologici e interculturali del mondo.

Ma anche il Resource Access and Attraction, cioè il flusso di investimenti e capitali che vengono dedicati alle startup nasciture: secondo Genome il 28% dei finanziamenti fa rotta a Cupertino, con una possibilità per le startup della Silicon Valley di ottenere finanziamenti del 300% maggiore alla media.

Come altro elemento, si cita il Funding Talent, cioè la facilità di trovare talenti da ingaggiare per un progetto in un luogo determinato. A seguire anche il mix culturale presente in un luogo: più sono le razze, i costumi, le culture conviventi, più le nuove imprese saranno dinamiche e adattabili al mercato. Londra e Berlino sotto questo punto di vista detengono il primato nella classifica, con il 40% di fondatori di startup che sono immigrati.