Identità nel web e reputazione online: il biglietto da visita per privati e aziende

Identità nel web e reputazione online: il biglietto da visita per privati e aziende

Il 30 maggio, nella sede di via Oberdan di Tim Wcap, abbiamo partecipato all’evento “Identità nel web e reputazione online: il biglietto da visita per privati”, organizzato dall’Associazione Quadrante Bologna Startup, durante il quale gli Avvocati Sveva Antonini e Luciano Barbuto hanno affrontato il complesso tema dell’identità digitale, delle sue problematiche e degli aspetti legali ad essa connessi.

Il 30 maggio, nella sede di via Oberdan di Tim Wcap, abbiamo partecipato all’evento “Identità nel web e reputazione online: il biglietto da visita per privati”, organizzato dall’Associazione Quadrante Bologna Startup, durante il quale gli Avvocati Sveva Antonini e Luciano Barbuto hanno affrontato il complesso tema dell’identità digitale, delle sue problematiche e degli aspetti legali ad essa connessi.

La rivoluzione digitale a cui stiamo assistendo negli ultimi anni impone un profondo cambiamento anche negli aspetti legali collegati allo scenario del nuovo millennio. Nel corso della serata, i due professionisti hanno quindi affrontato due tra importanti tematiche diritti che si stanno affrontando in ambito digitale, l’identità personale online e il diritto all’oblio. 

L'identità personale attiene alla proiezione di sé nei confronti della società e risiede nel nucleo di pensieri, credenze e  convinzioni che costituiscono l’“io” di una persona; oggi si sta affermando sempre di più una dicotomia fra identità personale e identità digitale. Il diritto all’oblio consiste, invece, nell’impedire che siano riproposti eventi/fatti pregiudizievoli passati riguardanti la propria persona.

Nello scenario odierno risulta ancora poco diffusa la consapevolezza circa la potenzialità dei dati digitali e delle società che li detengono. Nel momento in cui tali società, che sono sottoposte continuamente a forti pressioni, iniziano ad acquisire potere, significa che stanno erodendo i nostri diritti. È quindi fondamentale porsi una serie di domande prima di cedere i propri dati su internet. Il rischio è infatti quello che si venga a creare un enorme archivio di informazioni disponibili in eterno. Accanto al diritto all’oblio, esiste il diritto, in capo a chi detiene le banche dati, di poterli conservare. Risulta necessario non ridurre ulteriormente il nucleo dei diritti, il legislatore deve piuttosto operare un bilanciamento degli stessi, Barbuto a questo proposito cita la vicenda Costeja-Google Spain. La logica è che ognuno deve agire senza ledere gli altrui diritti, quindi il bilanciamento diventa il criterio generale.

Sveva Antonini si è soffermata sulla rimozione di informazioni da Google, che nello specifico può avvenire attraverso la compilazione di un modulo Google, con un contatto diretto con Google Privacy o appoggiandosi al servizio di una società di protezione digitale.

Oggi la reputazione su Google è diventata un importante biglietto da visita: “If you are not in Google, you don’t exist”, tuttavia è ancora più fondamentale sapere quando effettivamente si è presenti in rete e in che modo. Quando una notizia viene inserite nel web, essa diventa permanente, accessibile a chiunque e riproducibile all’infinito. Inoltre, sul web spesso un contenuto negativo attrae maggior attenzione e produce più engagement rispetto ad un contenuto positivo. Alla luce di questi aspetti, emerge il concetto di identità digitale. Essa si distingue a sua volta in progettata, cioè stabilita dall’utente e determinata da terzi ed identità “imposta”, destinataria del maggior numero di interventi in quanto non è determinata dall’interessato e può pertanto sfuggire dal controllo dello stesso.  

Chi sceglie di seguire uno dei processi volti all’eliminazione dei dati online, nella maggior parte dei casi vuole cancellare contenuti diffamatori sulla propria persona. Sono numerosi i casi di pagine web create al solo scopo, ad esempio, di diffamare l’azienda dalla quale si è stati licenziati. Altre problematiche con cui si scontrano sempre più spesso gli utenti del web sono i profili falsi e le violazioni di marchi e copyright.

Infine, come accorgimento personale per difendersi autonomamente dal web, la Antonini ha consigliato l’attivazione della funzione di Google Alerts, che garantisce di informare l’utente qualora sul web comparisse una notizia che lo riguarda. È opportuno tener presente anche che una delle variabili che impattano maggiormente la viralità di un contenuto è l’indicizzazione dello stesso: le notizie che compaiono nelle prime pagine del motore di ricerca hanno maggiore probabilità di essere visualizzate. A questo proposito, Google Verbatim permette di vedere, dalla prospettiva di un utente qualsiasi, i risultati della ricerca su Google circa la propria persona.

Da questo incontro stimolante, è possibile trarre spunti di riflessione non solo sull’evoluzione legale in materiale digitale ma anche sulla crescente importanza che sta acquisendo l’identità digitale che, per evitare irrimediabili danni all’immagine, necessita di essere monitorata attentamente. Il web rappresenta un mezzo di personal branding e la costruzione della propria reputazione passa sempre di più attraverso il mondo digitale; occorre però prestare attenzione alle informazioni personali che si inseriscono su internet e a quelle inserite da terzi.




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