Intervista al CEO di MetaRing Marco Vasapollo

Abbiamo oggi intervistato Marco Vasapollo, fin da bambino appassionato di computer, oggi Ingegnere Informatico. Dopo sette anni di attività come consulente informatico, durante gli anni dell’Università come sviluppatore part-time e successivamente come Ingegnere del Software per Startup, PMI e Multinazionali e docente di programmazione per istituti privati, è oggi CEO di due startup l’una legata all’altra, MetaRing ed Aequalitam (la verticalizzazione di MetaRing per il mondo blockchain). Le domande in grassetto sono accompagnate da un approfondimento video, in cui Marco analizza più approfonditamente le questioni trattate

1) Parliamo innanzitutto di te, che percorso di studi hai fatto?

Per me è stato del tutto naturale intraprendere gli studi alla facoltà di Ingengeria: ho conseguito la Laurea Triennale all’Università della Calabria e la Laurea Magistrale all’Università di Bologna. Ho sostenuto l’esame di Stato e adesso sono membro dell’Ordine degli Ingegneri di Bologna. 

2) Chiariamo a chi ci segue di cosa si occupa MetaRing, la società che hai costituito. Quando è nata, è stata un’idea tua, con chi l’hai condivisa? 

MetaRing agevola e velocizza il lavoro di produzione e manutenzione del Software, permettendo alle aziende di risparmiare preziosissimo tempo e di consegnare ai loro Clienti degli elaborati di più alta qualità. 

Ho fondato la società nel 2017, ma la data di inizio dei lavori risale al 2015. Gli spunti e i primi concept risalgono invece al 2011, grazie agli insegnamenti sulla Meta Modellazione (da cui il prodotto trae naturalmente il nome) del Prof. Antonio Natali, che non smetterò mai di ringraziare per la forte ispirazione.

3) Si è sviluppato il core business nel corso del tempo? se si, come e perché? 

Il core business è stato chiaro fin da subito, cosa che invece non si può assolutamente dire della metodologia di realizzazione di quest’ultimo, la quale è figlia di tutte le richieste, consigli, momenti di confronto e anche ramanzine che i colleghi più esperti mi hanno trasmesso durante gli ultimi sette anni di attività lavorativa come consulente.

4) Perché il prodotto “MetaRing” secondo te potrà risultare di interesse e per quale acquirente? perché pensi che possa essere più facilmente estero che nazionale? 

MetaRing è realizzato per poter essere sfruttato da aziende e liberi professionisti che lavorano professionalmente nel settore IT. 

E’ un tipo di strumento attualmente molto ricercato e il suo punto forte è sicuramente la facilità d’uso.  Capisco perfettamente che non tutti sono disposti a investire tempo e risorse per acquisire competenze su nuovi strumenti, soprattutto per chi ha delle routine di lavoro ben consolidate e soprattutto redditizie. 

Per questo non mi aspetto una grande acquisizione di clienti in Italia,  punto bensì a far conoscere il prodotto in quanti più paesi mi sarà possibile: per aumentare il bacino degli early adopters.

5) Quali sono i tuoi piani nel breve e lungo periodo relativi a “MetaRing”? Come pensi di vendere il tuo prodotto all’estero? Hai già qualche cliente che sta sperimentando il prodotto?

Attualmente il prototipo di MetaRing è in uno stato tale da non poter essere offerto come servizio a pagamento, ma è abbastanza solido da poter essere utilizzato internamente per lo sviluppo di applicazioni che stiamo realizzando, sia per alcuni clienti, sia per arricchire la pletora di prodotti e servizi che la versione finale offrirà. 

Uno fra tutti è sicuramente Aequalitam, la versione di MetaRing totalmente focalizzata sul paradigma blockchain, che mi vedrà impegnato nei prossimi mesi assieme ad alcuni viaggi “di esplorazione” all’estero che mi consentino di allacciare rapporti di partnership con aziende già consolidate, in modo da aumentare il valore intrinseco della società agli occhi di possibili investitori. 

Nel lungo periodo vedo invece un  aumento della qualità del core-business di MetaRing, grazie ad una soluzione basata sull’intelligenza artificiale (attualmente in fase di studio).

6) Sappiamo che stai cercando di avviare un doppio canale di finanziamento, interno ed esterno. Ce ne puoi parlare nel dettaglio, soprattutto in relazione alla tecnologia del blockchain? [Link all'approfondimento video sull'ICO: https://www.youtube.com/watch?v=xWAxqMBEsHE] 

Oltre alle ricerche di finanziamento tramite canali “classici” (investitori seriali, fondi di Venture Capital, bandi nazionali/internazionali), grazie ad Aequalitam sto realizzando una Initial Coin Offering, ovvero un evento di Crowdfunding che nasce e si sviluppa all’interno di un eco-sistema bastato su criptovalute. 

Tale soluzione potrebbe offrire la possibilità di ricevere finanziamenti in breve tempo (se la campagna di I.C.O. è ben organizzata, e, soprattutto, vi è alle spalle della Startup un team preparato, serio e capace, si riescono a raccogliere cifre molto generose anche nell’arco di poche ore, giorni o settimane) senza dover cedere quote di partecipazione agli utili, permettendomi così di mantenere il controllo totale dell’azienda (e tutte le responsabilità che conseguono dal ricevere tali fondi, ovviamente) e senza dover modificare minimamente il core-business della mia idea originale (Aequalitam è scritto interamente utilizzando MetaRing, che quindi deve continuare ad esistere per forza così come l’ho pensato).

Ovviamente creare una ICO è molto impegnativo dal momento che nessuno ti regala niente: per prima cosa occorre un progetto compatibile con quello che è il paradigma delle criptovalute e della blockchain (con una percentuale che rasenta il 100%, un progetto software realizzato con ragionamenti canonici va ristrutturato per essere adattabile all’ambiente blockchain); in seconda battuta, bisogna ricordarsi che ancora non vi è alcuna legiferazione a riguardo, per cui ogni azione poco chiara potrebbe essere vista dalle autorità come tentativo di truffa e avere gravi conseguenze. In più, i costi da sostenere per l’avvio e la sponsorizzazione sono veramente importanti, visti i guadagni che ne possono scaturire; per questo è anche più facile ricevere micro-finanziamenti da investitori in criptovalute, che conoscono i meccanismi.

7) Quando si parla di startup uno dei temi di interesse generale è costituito dal team, la tua esperienza è particolare, perché sappiamo che sei da solo nella società e ti fai affiancare da collaboratori. È stata una scelta obbligata? Escludi che un domani tu possa ripensarci e aprire la società a soci, persone fisiche che collaborino al suo interno? 

Sono assolutamente d’accordo sul fatto che senza un team eterogeneo e, soprattutto, senza la capacità di delegare le mansioni non si arriva da nessuna parte, e, quindi, dovrò sicuramente avvalermi di molti collaboratori che colmino le mie lacune. Ma, arrivati alla fine di un meeting, di una ricerca o di uno studio di fattibilità, deve esserci una sola persona al comando che decida la direzione da intraprendere. Il mio parere è che le società funzionano solo quando esse sono di breve durata e con obiettivi ben chiari, stabiliti e quanto più immutabili possibile; tutto ciò è incompatibile con i continui cambi di direzione che un’azienda subisce a causa degli eventi. Va anche detto però, che non sono mai riuscito a parlare con qualcuno in grado di seguire per intero i numerosi (non difficili) ragionamenti tecnici alla base dell’idea, quindi, pur volendo, sarei stato comunque solo.

8) Tra i collaboratori di cui ti avvali, quali sono i loro profili? ci sono altre funzioni che stai cercando di coinvolgere e che hai fatto fatica a trovare? quale identikit dovrebbero avere secondo te?

I miei collaboratori, Arianna e Massimo, sono stati studenti di miei due corsi. Li ho scelti quindi dopo aver passato qualche tempo a relazionarmi con loro, perché hanno competenze in campi che io non padroneggio (come la grafica web) e in più mi aiutano anche nello sviluppo, visto che ultimamente passo il mio tempo solo a compilare scartoffie. 

Non mi sono ancora messo a cercare seriamente (perché al momento non ho fondi sufficienti), ma sicuramente andrò alla ricerca di altri collaboratori. Mi piacerebbe trovare persone che facciano tante domande: stimola il ragionamento ed è sintomo di voglia di crescere.

9) Sei ospitato in qualche incubatore? Quali sono state le figure/istituzioni che  ad oggi ti hanno aiutato maggiormente a diverso livello: supporto, consigli?

Attualmente sono incubatario alle Serre di ASTER, nei Giardini Margherita. Oltre alla suggestiva location  in cui è collocato, si tratta veramente di un mezzo potentissimo: il personale è serio, preparato e cerca in qualsiasi modo di darti una mano per le necessità più disparate (bandi, contatti con esperti, colloqui con le istituzioni). Hai la possibilità di importante visibilità su tutti i portali divulgativi della Regione Emilia Romagna dedicati alle Startup  oltre a una rete di contatti infinita. E’ la mia prima e unica esperienza con un incubaotre, però penso che non si possa chiedere di meglio in quanto a supporto strategico.

10) Sul business plan per la startup si legge tutto e il contrario di tutto. Cosa ne pensi raccontaci la tua esperienza? [Link all'approfondimento video sul Business Plan: https://www.youtube.com/watch?v=ZrVBIOd8Qa4] 

Il business plan lo trovo senz’altro utile perché mi ha praticamente “imposto” di mettere nero su bianco, in maniera esplicativa e concisa, la vision e i goal della mia idea. Ho riscontrato però che redigerne uno fatto bene significa possedere numerose competenze in campi molto differenti tra loro (gestione aziendale e market intelligence tra tutti), ed un giovane ed inesperto startupper si trova in seria difficoltà. 

Nonostante io abbia avuto l’immensa fortuna di essere aiutato da una persona con molta esperienza nel campo imprenditoriale (mio cliente), ci è comunque voluto un intero anno per entrare in possesso di tutte le informazioni utili a compilarne uno esaustivo. Conoscendo la difficoltà di startupper che non hanno avuto il mio stesso tipo di aiuto, ho ponderato che eventi formativi sul tema sarebbero sicuramente ben accetti.

11) Marco ha organizzato un evento sui blockchain alle Serre. Ci spiega perchè gli è venuta questa idea.

Ho voluto organizzare l’evento perché ritengo il paradigma blockchain di strategica importanza per l’evoluzione delle aziende. Come per l’Internet Of Things, il suo maggiore effort non è una scoperta tecnologica, ma un nuovo modo di approcciare i problemi da risolvere che porterà enormi benefici. Guidato dallo slogan che ho scelto per MetaRing (Exploit Opportunities), il mio intento era quello di mostrare alle aziende lo stato dell’arte di un neologismo per me ancora in fase embrionale, invitandole a contribuire alla costituzione della sua forma finale, guadagnando dai meriti che conseguiranno, ora che il tempo è dalla nostra parte.

Ringraziamo Marco per il tempo dedicatoci e per le interessanti nozioni che ci ha fornito con le sue risposte. 

Vi forniremo altre novità sulla sua startup.




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