Startup Bologna: all'evento “Nuove forme di lavoro e di contratto per startup e PMI innovative” si parla di lavoro e gig economy

Startup Bologna: all'evento “Nuove forme di lavoro e di contratto per startup e PMI innovative” si parla di lavoro e gig economy

Il 5 marzo 2018 si è tenuto all’Ordine degli Ingegneri di Bologna il seminario “Nuove forme di lavoro e di contratto per startup e PMI innovative”, organizzato dall’Associazione Quadrante-Bologna Startup, fondata da Federico Strollo, che ha incentrato l’evento su tematiche attuali sotto il profilo legislativo, quali le forme di lavoro della gig economy.

Il 5 marzo 2018 si è tenuto all’Ordine degli Ingegneri di Bologna il seminario “Nuove forme di lavoro e di contratto per startup e PMI innovative”, organizzato dall’Associazione Quadrante-Bologna Startup, fondata da Federico Strollo, che ha incentrato l’evento su tematiche attuali sotto il profilo legislativo, quali le forme di lavoro della gig economy (se non sapete cosa sia la gig economy, ve lo spiega quiGiorgia Cassiero).

Tutti i relatori dell’evento sono parti attive del settore, ognuna con un ruolo differente e, in alcuni casi, addirittura opposto a quello delle altre: elenchiamo, in ordine di intervento, gli esperti di diritto di internet Luciano Barbuto e Serena Prealdi, il giuslavorista dottorando della Bocconi Antonio Aloisi, Aldo Giammella, segretario generale dell’UILTuCS (Unione Italiana Lavoratori Turismo e Commercio) e, in conclusione, Giorgia Cassiero, rider nonché collaboratrice autonoma di Deliveroo e Giovanni Cavallo, CEO di Sgnam, che hanno avuto un interessante confronto di cui Federico Strollo è stato moderatore.

Luciano Barbuto e Serena Realdi hanno aperto l’incontro, trattando a livello legale il tema dei meccanismi reputazionali di valutazione dei lavoratori che si stanno sviluppando in molte piattaforme della gig economy, e le varie problematiche legali che, nella sharing e digital economy, interessano tutela del consumatore, concorrenza, privacy, fisco e diritto del lavoro. L’intervento si è chiuso con l’analisi dei recenti casi Uber, Airbnb e Gnammo (ogni singolo intervento sarà pubblicato su Filodiritto).

A seguire Antonio Aloisi ha dipinto (con l’aiuto di slides molto utili e approfondite, raggiungibili al seguente link, che vi consigliamo di scorrere) un quadro approfondito di quanto sta accadendo a livello lavorativo nel mondo della platform economy: macro tendenze, vantaggi e criticità di questo sistema che si è sviluppato vertiginosamente.

Col terzo intervento (Diritti dei lavoratori nella digital economy) il sindacalista Aldo Giammella ha riportato la sua esperienza nel modo più imparziale e neutro possibile. Giammella ha sottolineato che l’inquadramento delle nascenti figure lavorative legate alla gig/sharing/digital economy non può risolversi con il Regio Decreto del ’23, vetusto per questa nuova categoria, nè tantomeno a questo scopo è adatto il Contratto Collettivo Nazionale degli studi professionali. Ci si trova spaesati di fronte alle forme di inquadramento disponibili per tali figure. Giammella non propone soluzioni, d’altronde ancora non esistono, ma ricorda che un dialogo con le organizzazioni sindacali aiuterà l’imprenditore a creare modelli difficilmente attaccabili: una collaborazione tra le parti risulterà sicuramente utile a sviluppare posizioni lavorative adeguate alle necessità sia dell’imprenditore che del lavoratore.

In conclusione, Federico Strollo ha moderato l’incontro tra Giovanni Cavallo e Giorgia Cassiero.

Cavallo parla di come capacità di fare impresa sia sinonimo di flessibilità e capacità di adattamento, soprattutto di far cambiare la forma di business quando ci si rende conto che qualcosa non sta funzionando. Bisogna avere il coraggio di “cambiare pelle”. Al momento il team di Sgnam, dice Cavallo, sta lavorando con un team di legali e con l’appoggio dell’Unibo alla stesura di una nuova forma di contratto ad hoc, che rispecchi la situazione attuale e rispetti la normativa.

Le domande, poste a Cassiero e Cavallo, vertono sui rischi e le opportunità che la tecnologia e le app creano se legate al mondo del lavoro, sulla portabilità dei dati raccolti sul lavoratore da una piattaforma all’altra, sugli algoritmi di assegnazione della consegna, sul trattamento dei dati del lavoratore.

Dal pubblico si chiedono informazioni sul Work for Equity, in particolare se questa modalità di retribuzione sta prendendo piede: Giammella risponde dicendo che a livello sindacale non ha mai ricevuto circolari a riguardo, quindi la questione non è ancora stata affrontata. Strollo, invece, dice che è a conoscenza del compimento di qualche tentativo, ma che tuttavia si tratta ancora di rarissime esperienze rese peraltro problematiche da non trascurabili questioni societarie, economiche e assicurative.

Gli incontri dell’Associazione Quadrante si confermano particolarmente intensi e ricchi non solo di spunti (come si usa dire) ma di approfondimenti portati da attori a diverso titolo del mondo delle startup esperti degli argomenti loro affidati. Meritano di essere seguiti con attenzione.

Il prossimo sarà il 28 di marzo alle Scuderie, e seguirà le modalità di Startup Grind: qui per voi il link all'evento. Consigliamo l'iscrizione data l'affluenza.



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